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Eventi

PROVINCIA CRONICA

18 Ago , 2014  

“Se giri fissandoti la coda, inutile offrirti orizzonti”

 

Un’estate da “canguasti”, si scherzava recentemente sul fatto che in questa strana estate fosse bastato uscire un po’ dalle mura di Siena per incontrare un’offerta culturale degna di questo nome. Magari siam di bocca buona e sappiamo anche accontentarci, ma provateci voi a stare in una città dove l’unico evento estivo sia stato il Pic Nic Summer Festival. Probabilmente (Spoiler: si scherza) è stata una strategia, io ce li vedo “coloro che tengono i fili” sghignazzare dicendo: toglietegli tutto, ogni minima progettualità e proposta nuova e vedrete come riempiranno i concerti degli allievi della Chigiana o i concerti (belli davvero) del Siena Jazz. Vedrete se smetteranno di far polemica su Siena Stars (ricordiamoci che è costato al comune 10 mila euro più Iva, più uso di spazi comunali e suolo pubblico gratis, oltre ad un fastidioso sgombero pedonale della piazza del Duomo alle 19 di ogni sera), vedrete che pienone al cinema in Fortezza, vedrete se sarà un successo anche la Festa dell’Unità (non tutte le ciambelle pare riescano col buco…).

E tutto questo è vero, ma la cosa ci ha permesso anche di guardare fuori dalla Città della Vergine. Facciamo degli esempi, i più vicini: il Cantiere d’arte a Montepulciano ed il Festival Orizzonti di Chiusi. Due manifestazioni storiche che non vogliamo né paragonare né in qualche modo mettere a confronto, ma le citiamo soprattutto per la storia e la credibilità che hanno o che si stanno costruendo. Sul Cantiere vediamo che un intero paese si mette in moto per proporre cultura, produrla e riconoscerla, diventando così negli anni un punto di riferimento importante tanto che tutti gli artisti partecipano gratuitamente, avendone indietro evidentemente il prestigio di esserci stati, di aver proposto le loro cose a Montepulciano ed al suo Cantiere. Un intero paese questo che valorizza una proposta culturale che nulla ha a che vedere con il mondo locale: Montepulciano in quelle settimane si apre al mondo ed alle forme di arte dal vivo. Non si guarda l’ombelico neppure Chiusi, non a caso il festival si chiama “Orizzonti” che quest’anno ha messo in scena una rinascita rinnovandosi completamente e quindi segnando una sorta di “numero zero”. Innanzitutto  la gestione è adesso di una fondazione di partecipazione, è stato poi selezionato un direttore artistico con bando pubblico e si è centrato tutto sulle residenze artistiche con grandi anteprime, studi di spettacoli e produzioni proprie di Orizzonti. Un numero zero come si diceva perché è giusto dargli tempo ed anni per crescere e rafforzare queste scelte ma una cosa è certa: a Chiusi (come a Montepulciano) si è prodotta cultura ed i nomi coinvolti erano grandi quest’anno: forse fin troppo, cosa che ci fa sospettare un po’ di mancato coraggio che credo ci sarà nelle prossime edizioni, le premesse ci sono davvero tutte.

Fuori dalle mura di Siena si sono quindi tracciati degli orizzonti che la nostra città dovrebbe ripercorrere e proporre, perché da noi la cultura non si produce? O meglio, perché da noi si mette in difficoltà chi produce o propone la produzione culturale? Gli esempi negativi non mancano, non soltanto il citatissimo bando per l’estate senese, ma anche le sempiterne rimozioni dei cartelli di Clet (esempio pop ma evidente) o la galleria Fuori Campo (nostri amici ce lo diciamo da soli) che apre temporaneamente a Bruxelles anziché attirare i senesi. Questa estate abbiamo guardato fuori e siamo soddisfatti, agli esempi fatti dobbiamo aggiungere Volterra, Radicondoli, Sansepolcro, Orizzonti Verticali a San GimignanoChianti Festival e chissà quanti altri, ma ci piacerebbe in futuro parlare di Siena in termini positivi, esempi a cui rifarci non ne mancherebbero.

Tornando alla provincia, e giurando però di parlarne in articoli a parte, dobbiamo segnalare la grande prova di resistenza del festival Altraterra di Asciano. Un festival di musica popolare che ci aveva fatto credere di non proporre l’edizione 2014 (a giugno, mese in cui in genere veniva organizzato, infatti pareva scomparso) ed invece ritorna dal 29 al 31 agosto: musica popolare e tradizionale in una delle piazze più belle di Asciano, organizzato in collaborazione con l’Istituto “Ernesto de Martino”. Immaginiamo quanto sia difficile proporre musica tradizionale da tutta Italia in un festival che nasce in una piccola realtà della nostra provincia e per questo dobbiamo davvero ringraziare gli organizzatori e far loro sentire il nostro sostegno.

Altra iniziativa che dobbiamo ricordare è Fuori Fuoco, dell’associazione Visionaria, non sta a me raccontarla (sono il curatore), ma dobbiamo conoscere la tenacia dei “visionari” che dopo l’esilio del festival a Piombino propongono ogni estate questa rassegna sul cinema italiano indipendente, portando i giovani autori a presentare i loro film direttamente nelle piazze della provincia di Siena. Sì ancora una volta si parla, cronicamente, di provincia.

 

Giuseppe Gori Savellini

 

ps- sul dialogo tra coloro che tengono i fili va precisato che sarebbe di gran lunga preferibile se fosse andato così, in realtà la verità è un’altra: nessuno ha tenuto i fili di un bel nulla.

ps2 – parlando di Orizzonti non si può non citare Maria Luisa Spaziani deceduta poche settimane fa, una poetessa ed una intellettuale originale ed innamorata della vita e dell’amore. Suoi i versi in apertura.

ps3- questo il programma di Altraterra: venerdì 29 agosto suoneranno i Musicanti di Bacco con un viaggio nel Sud, con tarantelle, serenate, stornelli accompagnati dal suono del tamburello e del mandolino; sabato 30 si esibirà il Collettivo Folcloristico Montano, un tuffo nella memoria raccontando la toscana contadina con le ottave, i canti del lavoro e di lotta e domenica 31 il Coro dei Cardellini del Fontanino, il coro dei minatori dell’Amiata che ha fatto la storia di questo genere.

ps4 – Qua il programma di Fuori Fuoco.

lo foto è “rubata” dal facebook dell’amico Gianni Porcellotti, non ce ne vorrà…

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