mostri

Idee, Teatro

Bando alle ciance

27 Feb , 2015  

A Siena l’intero comparto artistico si trova di fronte a una svolta nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione, che appare orientata a utilizzare sistematicamente la messa a bando delle risorse disponibili in un’ottica di trasparenza e di regolamentazione quanto più possibile equanime. Intento lodevole, se non fosse che questa lodevolezza di intenti inciampa in una messa in pratica fatta un po’ alla cieca e un po’ alla buona. Per dare prova di questo utilizzeremo due esempi, utilizzando la metafora del ristorante – adeguata per un comparto a più riprese descritto come composto da gente che mangia alle spalle della società – e facendoli precedere da un assunto piuttosto ovvio ma necessario. Se voglio aprire un ristorante devo avere cuochi e camerieri in grado di preparare i cibi e di servirli adeguatamente, altrimenti il ristorante, ossia il sistema dei bandi, è già bello che andato. Preparazione, competenza, affidabilità, e perché no, uno straccio di prestigio.  Detto questo, diamo una rapida occhiata ai due esempi promessi, il Bando per i Grissini e il Bando per la Briciola Sul Tavolino. Del Bando per i Grissini si era già parlato sulla Bomba, e l’articolo si concludeva ahimé profeticamente. Il termine “Bando per i Grissini” esemplifica un bando che mette a disposizione una cifra X, poniamo 20.000 euro – la cifra non vi appaia scioccamente miserabile – da doversi dividere poi in due comparti e almeno tre-quattro aggiudicatari (non potranno essere di meno e sicuramente saranno assai di piu), salvo poi attribuirne nello stesso momento “storico” per ora 32mila – ma già di altri si parla – ad altre entità fuori bando. Si bandiscono i grissini ma le lasagne e l’arrosto si danno a chi ci pare. Che senso ha, se non quello di togliere al bando ogni connotato di serietà?  E passiamo al bando delle Briciole Sul Tavolino. Come funziona? Funziona che se sistema dei bandi deve essere, sistema dei bandi sia, a tappeto, alla cieca, paghi e fieri di padroneggiare i comandi ctrl C e ctrl V. Si mettono a bando persino i singoli eventi, attraverso un meccanismo a dir poco incerto e traballante che in alcuni casi è stato in grado di comunicare i risultati della “gara” solo dopo che l’evento si è svolto o avrebbe dovuto svolgersi, e nel migliore dei casi qualche giorno prima, come se non si trattasse di spettacoli, che hanno bisogno di preparazione di prove di sopralluoghi di adattamenti all’ambiente di rappresentazione, ma di calcina o di gargherozzi. Il sistema dei bandi è un passo verso la trasparenza e l’adozione di regole valide per tutti, ma non può e non deve sostituire la responsabilità della Pubblica Amministrazione nella gestione delle risorse. L’Amministrazione abbia la forza e il coraggio di scegliere e renda trasparente e competentemente motivata questa scelta; non si trinceri dietro l’alibi del bando. Si facciano semmai bandi per programmazioni a lungo termine, che investano ampie aree del comparto e in cui sia prevista l’allocazione di parti cospicue delle risorse; i bandi siano fatti con congruo anticipo, così che sia possibile anche valutarne serenamente gli esiti, parrà strano ma questo è uno degli aspetti fondanti di un sistema trasparente di regole; ci si prenda invece la responsabilità di attribuire le risorse residue e relative a singoli eventi nominalmente, accompagnandole da motivazioni reali e serie, magari evitando di farle scrivere dall’aggiudicatario ma reale segno delle scelte gestionali dell’Amministrazione. Questa la proposta: se bando deve essere, sia Bando del Menù Completo, e si vada invece a Buffet per gli antipastini da offrire  a questi crapuloni mangiapane a ufo degli artisti senesi.

 Alberto Massi

  • Share on Tumblr
Condividi su:


2 Responses

  1. Sonia scrive:

    è tutto scritto e tutto detto così bene, che non ci sono speranze alcune che possa essere capito.

  2. giacomo paradiso scrive:

    Ma veramente credete che i bandi siano bandi? Sapete che vengono indetti solo se esiste a monte un interessato? Quando vedete un bando è perché c’é qualcuno che ha chiesto quei soldi, si fa un bando per lui. Sennò perché dare l’estate senese a uno che pochi mesi prima era finito sui giornali per il casino del mangiappone?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *