flash mob

Idee, Musica

Buonanotte ai suonatori?

23 Nov , 2014  

Anche la musica si scopre povera a Siena. Adesso bisognerà capire come e dove potranno essere reperite le risorse per mantenere operative e qualitativamente eccellenti realtà come Accademia Musicale Chigiana, Siena Jazz, Istituto Rinaldo Franci e tutto ciò che ad esse ruota intorno. Di certo sarà necessario che tutti facciano la loro parte, nel senso che anche queste istituzioni dovranno guardarsi allo specchio e ammettere di avere qualche chiletto di troppo. Ma di questo già si sono accorte e qualcosa è in corso, potranno in questa fase aiutare il focus sui progetti, una maggiore chiarezza degli scopi e degli obbiettivi, e perché no un aumento delle cooperazioni e delle sinergie su temi e spazi.
Già, spazi… quali?

Non ci nascondiamo che anche in questo caso si avverte subito la mancanza di qualcosa di dedicato, di fruibile, di contatto diretto con i cittadini. Ancora una volta guardiamo con angoscia ai due grandi teatri senesi, alla loro organizzazione anacronistica e pachidermica, alla loro inaccessibilità di fatto, alla loro distanza dalla città e dalle sue esigenze. A meno che le esigenze non siano soltanto la simpatica e amichevole combriccola di amici che ha riscosso il maggior successo di pubblico in quest’anno che sta per finire, una presenza del tutto legittima che però non vorremmo rappresentasse di fatto l’unico contatto con la città. Non ci stancheremo di ripetere che questi spazi vanno restituiti realmente alla città e non tenuti ancora sotto chiave per essere poi aperti polverosi e stantii ad ospitare paccottiglie rificolone per un parterre di mummie annoiate o simpatici siparietti popolar popolani.

Nel corso della recente inchiesta condotta dalla Bomba per SienaCult Sera (che potete rivedere qui) la fame per questi due spazi è apparsa in tutta la sua forza, semmai intimidita di doversi manifestare, tanto essa appare ovvia. Accanto ai teatri, a dire il vero qualche centinaio di metri più in là, la Fortezza Medicea occhieggia un po’ maliarda un po’ trasandata eppure così appetitosa nelle sue prospettive. Teatri e Fortezza potrebbero essere i due perni di una operazione di coraggio e di reale investimento, un investimento che potrebbe rientrare in pompa magna e con gli interessi, ma che necessita, lo abbiamo detto, di una visione più ampia, più complessiva e più di lungo raggio.

La Fortezza Città delle Arti, non in un’ottica provincialotta per far contento qualcuno ma in una visione complessiva che doti Siena di uno spazio espositivo-performativo-didattico di primo piano nazionale. Di questo ha bisogno la città: di smetterla con le lacrimucce e con i risparmi da cresima del bimbo e di ricominciare a immaginarsi parte viva e importante del movimento culturale e artistico non solo toscano ma anche nazionale e perché no europeo; non si è certo fuori dall’Europa perché un paio di graziosi e storici sassi hanno saputo attrarre su di sé maggiori attenzioni.

Due parole anche sui festival. Siena & Stars ha già mostrato a nostro avviso tutto quel che poteva, e assieme anche quanto poco di sé rimanga nella città e per la città. La Città Aromatica ha rappresentato un modo originale e creativo di portare eventi di livello a Siena, perché perdere questa possibilità? O era tutto sulle danarose spalle di un importante e blasonato direttore artistico, di cui non posso non notare la rumorosa assenza da quando la città è entrata in difficoltà? Di nuovo, pensare, immaginare e progettare di conseguenza porterà una cucina migliore di un pranzo a menù fisso che si sposta col suo carico di mediocrità in altri lidi a rimpinzare tour precotti.  Questo il lato A della faccenda. Necessario e complementare ad esso è un piano di rieducazione musicale cittadina, un percorso culturale e didattico che non si fermi alla formazione di futuri musicisti ma che si espanda fino a recuperare una funzione ormai perduta: quella degli ascoltatori. Ebbene sì, apparirà bizzarro, ma la musica andrebbe ascoltata, perché così e solo così è in grado di creare quei mondi e quelle emozioni fuori dal tempo e dallo spazio che la rendono unica e indispensabile all’uomo, alla sua serenità, alla sua fantasia.

Manca la possibilità di ascoltare musica senza che qualcuno accanto a te trovi più interessante parlare del suo ultimo taglio di capelli o della sua avventura nella Piaggia della Morte, senza che arrivino taglieri di salumi e formaggi in un tripudio di forchette e biasciamenti. Le dimensioni della città ci permettono di essere uno straordinario laboratorio di recupero di questa abitudine all’ascolto, ancora una volta ci troviamo di fronte a una opportunità e a una plausibile linea di indirizzo per eventi, progetti, incontri, coinvolgimento cittadino. La musica fa sognare, diamogliene la possibilità.

Alberto Massi

ps. la foto di copertina è del flash mob organizzato in città dal Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano per Siena 2019 ed è tratta dal sito ufficiale della candidatura

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