damien hirst montone

Arte, Reportage

Direttore dritto e diretto

3 Nov , 2014  

di Cristina Rubegni

Si è appena conclusa ICASTICA, annuale d’arte internazionale di Arezzo. Ci sono andata quest’anno e l’anno scorso, la trovo ben pensata, ben allestita e integrata nel territorio in maniera intelligente.

ICASTICA 2014 s’incentrava sul tema della rinascita, secondo il criterio della “crisi positiva”. La rinascita inizia dalla morte e nel primo spazio indoor di Piazza San Francesco sono state inserite due opere che parlano di morte in un muto dialogo che anche da solo varrebbe la visita. Il Cristo di Fabio Viale rimasto orfano a rappresentare la tragicità della morte, più tragica paradossalmente di quella vera di Damien Hirst (gli animalisti si sono scatenati per il montone in formaldeide non so se per la formaldeide o per quella foglia oro forse un po’ kitsch sulle corna…)

In un sonnacchioso sabato a pranzo mi sono accorta che alle 16 era prevista una visita guidata dal direttore Fabio Migliorati e mi sono catapultata. Non capita tutti i giorni che il direttore di una manifestazione scenda dall’olimpo e porti la gente qualunque in visita, senza fronzoli, senza prenotazione e gratuitamente, spiegando le sue scelte e il suo punto di vista e perdendo la cognizione del tempo (la visita è durata molto più del previsto).

È stato divertente ascoltarlo discutere con le signore che gli dicevano che una latrina di Pompei è sempre meglio della fontana di Duchamp o che Piero della Francesca è apprezzato ancora oggi mentre quella roba esposta lì tra 800 anni dove sarà? E lui lì a spiegare e rispiegare cos’è l’arte contemporanea e come si legge un’opera.

Raccontava gli artisti e le opere, le toccava e le faceva toccare, convincendo i visitatori che l’arte contemporanea è vicina, è presente, è viva e quasi sempre si può toccare.

Nella stessa stanza sono esposte urne etrusche silenziose e misteriose vicine a opere di giovani artisti, il direttore ha spiegato al pubblico perplesso che l’ha fatto proprio per fargli sentire le diverse distanze, se uno non capisce l’opera di un artista, al limite lo può sempre contattare – che ci volevi dire? – ma se non capisci il mito su un’urna etrusca, chi chiami? Li ha conviti!

Si può discutere se l’arte contemporanea debba necessariamente essere alla portata di tutti, sicuramente Fabio Migliorati ci crede e ci mette la faccia, mi è sembrato un vero divulgatore, uno che lavora con umiltà e che si “sporca le mani” ascoltando la gente e parlandoci in maniera semplice e comprensibile.

Cristina Rubegni

 ps- questo pezzo come si vede è scritto da Cristina Rubegni, una nostra attenta lettrice e – a quanto pare – consumatrice eccezionale di arte contemporanea. Questo vogliamo con la bombacarta, indicare esempi che ci capita di vedere o a cui partecipiamo, raccontarli e magari far sì che si possano ripetere. Grazie Cristina!

ps2 – alla domanda: ma come pubblicate ora che Icastica ha chiuso? Rispondiamo: certo, mica facciamo cronaca qua!

 

in foto il montone di Hirst ripreso dal sito del Premio Celeste

 

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2 Responses

  1. Francesca scrive:

    Brava, brava, brava!!!
    Cristina penso che tu debba continuare a scrivere è una vera gioia non solo leggere ciò che dici, ma anche come lo dici…c’è bisogno di persone come te!!!

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