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Ecce Bomba

28 Dic , 2014  

Un messaggio in bottiglia per l’anno nuovo

Caro 2014, non so come salutarti se come un compagno di avventura che in questi giorni se ne va o come un maledetto nemico che ha fatto di tutto per metterci i bastoni tra le ruote e che finalmente lascerà posto all’Anno Nuovo (che tra un anno passerà).

Caro 2015, quindi, ti prego di farci arrivare un assessore, non necessariamente un assessore nuovo ma un assessore almeno presente che ascolti e programmi. Vorremmo poi una città realmente viva, dove la vitalità non si misura con il numero di iniziative auto-promosse ma da quello delle iniziative programmate, ideate e realizzate con serietà e tempo.

Vorremmo una città dove si ci si possa formare come consumatori e come professionisti nel campo delle culture, delle arti e, perché no, delle accademie. Vorremmo una città dove non si faccia più – consapevoli o meno – confusione tra cultura e turismo, dove non si sfrutti il lavoro di allievi ed amatori per riempire una piazza gratuitamente in barba a norme, legislazioni e soprattutto rapporti professionali. Vorremmo una città dove, senza ipocrisia, si dia alle cose il loro nome: un mercato è un mercato, una rassegna di danza è una rassegna di danza. Vorremmo una città dove non si faccia distinzione tra artisti e artisti locali, ma tra arte e diletto, dove né l’uno né l’altro hanno a che fare con le vecchie mura della città ma con quelle del pensiero, solamente.
Caro 2015 ti preghiamo davvero affinché coloro i quali dovranno decidere le politiche culturali cittadine comprendano che è loro compito farlo, trovino il coraggio di dire qualche no e qualche sì, siano consapevoli del loro ruolo e soprattutto siano preparati ed informati.

Caro anno nuovo, vorremmo qualche bella notizia: vorremmo che passasse la paura del contemporaneo o dello sconosciuto, vorremmo andare a vedere una mostra, uno spettacolo, una performance, un dibattito che ci faccia uscire smarriti ed arricchiti senza cercare conferme di quello che già conosciamo.
Caro anno vecchio, visto che te ne vai portati via le divisioni tra operatori culturali cittadini, le divisioni tra artisti, le divisioni tra commentatori e soprattutto portati via chi non ha capito di essere il vecchio, qualcosa di sorpassato che dovrebbe aiutare le nuove generazioni a crescere o quanto meno non ostacolarle. Portati via il nuovo bando per il Drappellone, evidenza di una incapacità di scegliere, portati via i bandi dell’estate senese, del capodanno e quelli paventati per spettacoli teatrali, di danza, cinema e quant’altro dove l’unico criterio chiaro è la distribuzione a pioggia di fondi che non scontenta nessuno e scontenta tutti. Caro 2015, facci sapere che fine hanno fatto “quelli” del Pic Nic Festival, giusto per non farci stare in ansia e quanto ha incassato il Comune da Siena and Stars. Se poi riuscissimo a conoscere i biglietti reali strappati alla mostra di Staino e alle mostre di fine anno saremmo felici.
Caro nuovo anno portaci un Santa Maria che sia aperto e vivo, popolato da persone capaci che rappresentino il nuovo o il vecchio poco importa purché sappiano fare il loro lavoro. Anno Nuovo, fa’ che il pubblico riesca a scegliersi un socio privato che abbia finalità chiare, trasparenti, serie e minimamente filantropiche, che a noi ci van bene tutti ma che almeno si capisca la differenza che esiste tra la sponsorizzazione del Siena Calcio e la partecipazione ad una istituzione culturale.
Caro anno nuovo portaci questo Piano B che fino ad un anno fa sarebbe stata comunque una grande conquista. Lascia nell’anno vecchio chi storce il naso a prescindere.
Caro 2015 facci diventare una città europea, non capitale, sarebbe sufficiente europea.

Giuseppe

La foto, presa dalla rete, rappresenta: il pittore di un drappellone, un assessore alla cultura ed una città immobile in un presepe…

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