mura

Idee

Fortezza Bastiani

10 Mag , 2016  

Nel dibattito sugli spazi avviato con l’ultimo articolo abbiamo lasciato fuori un argomento piuttosto “grande” che è la Fortezza Medicea. A dire il vero ne abbiamo un altro ancora su cui ci concentreremo in futuro e che lì abbiamo solo accennato: l’ex psichiatrico (comprendendoci Corte dei Miracoli, complesso didattico San Niccolò, Conolly e Farmacia). Ma oggi si parla della Fortezza, quella che secondo la Giunta doveva essere protagonista del 2015 e che invece è sempre in panchina in attesa di giocare da protagonista.

Ma partiamo dall’oggi. Maggio 2016 torna ancora in fortezza il Luna Park, a fronte di un regolamento d’uso della Fortezza datato 1986 (modificato nel 1998) la Giunta comunale ha approvato la concessione dello spazio per il Luna Park anche per l’anno in corso: la commissione nel dare parere favorevole ha però invitato formalmente l’amministrazione ad individuare per l’anno prossimo una nuova sistemazione.  

Questo perché? Ci verrebbe da pensare che l’anno prossimo finalmente la fortezza ospiterà il meglio delle esperienze aggregative ed artistiche cittadine, con il progetto della tensostruttura, la cosiddetta “Cittadella cultura” vincitrice di un bando comunale lo scorso anno e ad oggi muta (forse per motivi economici non previsti dallo studio di fattibilità? Forse per motivi di sicurezza? Forse per motivi di permessi della soprintendenza non considerati prima? notizia di oggi, sulla Nazione, che il tutto sia proprio fermo sul tavolo della Soprintendenza in attesa di via libera). Ma la Fortezza è comunque al centro di tanti altri progetti che nelle ultime settimane stanno interessando operatori e opinione pubblica: si è riparlato di un uso degli spazi dei bastioni soprattutto e di spostare qua gli eventi di arte contemporanea di ottobre (se verranno confermati). Ci son talmente tante idee che qualcuno propone anche di chiuderla, la Fortezza. Ed ora io faccio il complottista. Il Comune installa, pare per adeguarsi alle normative (o per non far la fine del povero Dominici, ex sindaco di Firenze condannato per omicidio colposo a causa della mancanza di sicurezza al forte Belvedere), dei passamano che ci fanno pensare appunto ad un uso maggiore di quello spazio; settimane prima ha sistemato attrezzi per il fitness e per l’attività fisica pare molto apprezzati: tutto fa pensare che la Fortezza davvero nel 2016 sarà al centro delle attività dei senesi e da qui nascono appunto le idee di maggiore utilizzo. Ma appena qualcuno pensa di riutilizzare uno spazio pubblico subito vengono fuori i distinguo ed i problemi,qua vengono individuate delle siringhe abbandonate. Quante? Poche, quante volte? Una volta, forse due, ma non è chiaro. Ora, non è che non ci creda, pare anzi che l’uso dell’eroina sia in aumento dopo anni in cui stava diminuendo (anche se spesso oggi viene fumata e non iniettata), ma questa tempestività non mi piace e soprattutto non si è data una risposta al problema, ammettendo che ci sia. La risposta alle siringhe trovate non c’è stata, la risposta è arrivata a chi chiedeva un uso maggiore della Fortezza. Chiuderemo i cancelli la sera. Fate pure. Chi si buca andrà alla Lizza.

L’idea che mi son fatto è che ci sia una parte di città che lavora per mantenere uno status quo, che la Fortezza la vuole vedere utilizzata il meno possibile così come il resto degli spazi. Piazza del Campo non va bene mai: hanno criticato l’arrivo della corsa ciclistica Strade Bianche perché la piazza va conservata per cose serie e gli stessi oggi si stracciano le vesti per non averla concessa a “Master chef”. Piazza del Duomo non va bene per i concerti, piazza del mercato neanche perché poi non si trova parcheggio. Nelle vie men che meno ché poi c’è rimbombo. Lo vedete da soli che la Fortezza sarebbe il luogo ideale, anche per Masterchef. Ma non si può. Vi ricordate nei vecchi film quando si vedevano i salotti ed i tinelli chiusi con il cellophane sui divani? Che venivano aperti solo per le grandi occasioni? Ecco noi facciamo lo stesso: teatri chiusi, spazi pubblici imbalsamati, che poi quando vai ad aprire trovi polvere, acari e tessuti stinti. E tutto è meno bello di quel che ricordavi.

Ma torniamo alla Fortezza. In campagna elettorale Valentini disse che avrebbe tolto da lì Luna Park e Festa dell’Unità. La seconda si è estinta come si sono estinti gli iscritti al partito che l’avrebbe dovuta organizzare, il Luna Park è ancora lì, formalmente per l’ultimo anno. E dopo?

Anni fa in estate veniva aperto il bastione “Madonna”, che guarda su San Prospero, tutti ricordano il Tunnel, un locale dove si faceva musica dal vivo ed intrattenimento nel periodo estivo. C’era la terrazza del bastione opposto all’Enoteca dove venivano organizzati eventi, serate musicali all’enoteca stessa, il cinema sotto le stelle. Era insomma uno spazio utilizzato e se il cancello veniva chiuso alle due di notte non se ne accorgeva nessuno, perché comunque quel luogo era vissuto. Oggi, la sua chiusura proposta in risposta a chi chiede un maggiore utilizzo è un schiaffo in faccia, un arrogante arroccamento che non capiamo chi possa giovare e neppure chi l’abbia richiesto. Si tratta di una campagna nata soltanto sui giornali; a fronte di qualche genitore legittimamente preoccupato per una siringa trovata ci ritroviamo a chiedere all’assessore la chiusura della Fortezza e soprattutto a dividere la Giunta comunale, dove alcuni vogliono un uso maggiore della fortezza (Mancuso e Vannozzi, sicuramente) ed altri diventano loro malgrado portabandiera di una città immobile, inutilmente bella. Insomma, credo che Mazzini abbia solo detto una cosa ovvia: “se ci son problemi la notte potremmo anche chiuderla”, ma l’ha detto nel momento sbagliato e soprattutto non risolve così né i problemi di sicurezza e controllo del territorio né quelli di trovare spazi alle necessità artistiche e aggregative di una città che sta diventando ogni giorno più stretta e priva di stimoli.

 

Giuseppe Gori Savellini

Ps- il titolo richiama la fortezza dove viene nominato Giovanni Drogo, il protagonista de “Il deserto dei tartari”. Ecco, Siena è lì, asserragliata dentro la sua fortezza in attesa della morte, a combattere nemici inesistenti ma necessari a sopravvivere. Citavo Buzzati, non Silvano Vigni detto Bastiano (tanto meno tal Bastianich dell’onnipresente Masterchef)

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