BP2013Lettieri

Danza, Eventi

Il corpo urbano e il ballo pubblico

19 Set , 2014  

La città come luogo in cui le esperienze artistiche si confrontano tra di loro e soprattutto con il contesto circostante. Questo è l’assioma che ogni volta utilizziamo, noi della Bombacarta, per parlare di “spazi pubblici”, di riuso e riappropriazione. E non potevamo farci scappare l’esperienza di Ballo Pubblico, che Francesca Lettieri (sì, fa parte del nostro gruppo e allora? Come abbiamo detto: ci siamo messi assieme perché ci stimiamo e ci fidiamo gli uni degli altri) propone oramai da cinque anni.

Ballo Pubblico fa parte delle reti internazionali di danza urbana, è un festival riconosciuto e conosciuto che finalmente arriva anche a Siena. Non lascia Poggibonsi, dove è nato, ma raddoppia e domani, sabato 20 settembre, invaderà le piazze della città con spettacoli e performance che – personalmente – mi incuriosiscono e mi stimolano molto (qua il programma). Francesca Lettieri cerca di rispondere al bisogno di proporre cultura in spazi pubblici, porta la sua arte per le strade trasformandole rispetto alla quotidianità, utilizzando il contesto che dialogherà con lo spettacolo e con il corpo dei ballerini (danzatori, mi correggerebbe lei). Questo il tema che sta a cuore a Francesca come coreografa: quale è l’impatto della danza contemporanea negli ambiente urbani, pubblici, comuni? Cosa succede quando tutto questo irrompe movimentato e rumoroso in una piazza che guardiamo oramai con occhi disattenti?

Come qualcuno avrà visto la tavola rotonda sul “Corpo urbano” in programma nel cortile del Rettorato dell’Università di Siena è organizzata in collaborazione con noi della Bomba. Che significa? Nel concreto significa due cose: usciamo dal blog e cominciamo a mostrarci, ad organizzare o collaborare in eventi che portino verso l’esterno le idee che qua (e nelle nostre riunioni carbonare) esprimiamo da sempre e poi vuol dire che sposiamo l’idea di “arte” in spazi pubblici. Non stiamo a fare l’elenco dei luoghi abbandonati da riutilizzare, altri lo hanno fatto ma le cose non son cambiate: diciamo solo di fermarci e ripartire, Ballo Pubblico lo fa. Noi con loro. E per questo invitiamo tutti a partecipare perché forse non c’è espressione più forte della danza per risvegliare in noi la curiosità per l’arte, la voglia di capire quello che apparentemente è solo un gesto del corpo. Lo abbiamo sempre detto: cultura significa curiosità e conoscenza, la danza che irrompe nelle nostre piazze non può lasciarci indifferenti, la strada giusta sarà quella di approfondire, di voler vedere, di capire, di conoscere, di studiare. La strada sbagliata sarà girarci dall’altra parte.

 

Giuseppe Gori Savellini

ps- questo pomeriggio, venerdì 19 settembre, è in programma la tavola rotonda nel cortile del Rettorato. Ecco i concetti qua espressi malamente saranno discussi da danzatori, coreografi, storici, giornalisti, semiologi e antropologi. Se cercate l’approfondimento che dicevo quello è il luogo.

 

La foto è di Carlo Pennatini

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