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Eventi, Teatro

Il punto (interrogativo) sul teatro

16 Mar , 2014  

C’è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui a Siena c’erano almeno quattro festival teatrali, tre festival e rassegne cinematografiche, spettacoli e produzioni teatrali singole, mostre e concorsi ed esposizioni. Fermandoci per adesso al mondo del teatro già negli ultimi due anni tre compagnie che prima organizzavano tre singoli eventi si sono unite ed hanno dato vita al Siena Festival, un mese circa di spettacoli e produzioni che nasceva dall’unione di Voci di Fonte, Teatro in scatola e Contemporaneamente Barocco. Oltre a loro c’era il piccolo Teatropia dei Topi Dalmata, dedicato al teatro d’innovazione e poi produzioni e spettacoli di Teatro2 e di Sobborghi, per fermarci ai professionisti.

Con la chiusura della Sala Lia Lapini abbiamo assistito anche all’estinzione di queste rassegne che pure non necessariamente erano ospitate esclusivamente in quell’orribile spazio fuori porta Pispini.

Oggi è rimasto solamente Teatropia dei Topi Dalmata che in queste settimane propone i suoi spettacoli su palchi improvvisati in luoghi diversi della città: biblioteca degli Intronati, sala Gialla delle Asp, Casa di via Lucherini, Residenza universitaria di via delle Sperandie e finalmente Santa Maria della Scala.

Questo non per fare pubblicità a loro, anche a dire il vero, ma per ricordare che qualcuno ci prova a portare avanti i propri progetti culturali e dovremmo tutti essergliene grati perché lo fanno con pochi soldi e senza l’aiuto di nessuno.

Straligut continua la sua stagione a Monteroni e per il futuro non sappiamo, La Lut oltre ai lavori in provincia crediamo che stia provando tra mille bestemmie e a proporre le sue produzioni ma non so con quali risultati. Gli altri fanno i laboratori. Il teatro è messa in scena ed ha bisogno di mesi di lavoro sul testo e sulla produzione, non si può pensare di farlo con poche risorse ed in modo improvvisato e soprattutto non si possono lasciare soli gli artisti e gli operatori che ci provano.

I Topi portano a Siena nomi come Andrea Cosentino, I Ragli, Riccardo Lestini, Marta Dalla Via, Simone Lenzi e noi dovremmo cercare di rispondere, solo così si creano gli anticorpi necessari a far sì che non ci venga del tutto tolta la possibilità di conoscere, di accrescere il nostro spirito critico. Perché l’arte, ricordiamocelo, viene dalla conoscenza, l’espressione artistica è sempre l’ultimo elemento di un percorso intellettivo e teorico: se non ci guardiamo attorno, se non conosciamo e non ci confrontiamo non proporremo mai cultura ma solo espressione soggettiva di noi stessi e della nostra piccineria provinciale.

Giuseppe Gori Savellini

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