manata

Idee, Siena2019

La fine del mondo è soltanto rimandata

23 Ott , 2014  

Attenzione attenzione: la fine del mondo è soltanto rimandata. Ci aspettavamo orde di materani ad abbeverare i cavalli in Fonte Gaia, ma – al momento – non si sono viste. Ci aspettavamo una città ridotta in cenere e anche questo al momento non è avvenuto. Ci aspettavamo un po’ di autocritica e anche di ciò, al momento, non vi è traccia.

Andiamo per ordine, venerdì dopo la vittoria di Matera si è misurato un dispiacere autentico di chi sinceramente ci aveva sperato nella nomina. Chiaramente chi “apre bocca e lascia andare” non è mancato neppure in quelle ore immediate, ma nel complesso ho personalmente apprezzato la reazione della città. Ho anche passato un sabato in cui ci sembrava che il titolo di capitale lo avessimo davvero conquistato: prima con l’inaugurazione dell’Archeodromo di Poggibonsi (un consiglio spassionato: andate a vedere di cosa si tratta), poi un’affollatissima apertura della nuova libreria Cartazucchero di Maddalena ed Elisabetta dove davvero pareva essersi data appuntamento tutta Siena (appuntamento proprio no, con qualcuno ci siam persi per pochi secondi) e tutti a complimentarsi per l’idea e per la sua realizzazione. La serata ha visto poi la presentazione di un graphic novel proposta da Daniele Marotta (Accademia del fumetto) a Cacio e Pere e per finire la compagnia Abbondanza Bertoni ai Rozzi che ha portato una riflessione poetica sul rapporto e sulle abilità nel cartellone del festival Confidance della compagnia Francesca Selva (che poi domenica ha nobilitato la danza di strada con i bravi ballerini di Oblivion Tango). E chissà quante altre iniziative non ho citato e non son riuscito a seguire.

 

Ma, e questo ma è scritto a caratteri di scatola nella mia mente, queste iniziative erano in gran parte private, costruite da qualcuno che si è messo in gioco ed ha investito tempo, energia e soldi per il bene di un’intera comunità.

La stessa comunità che poi diserta queste iniziative e le ha disertate in passato. La stessa comunità che oggi non fa autocritica per non aver partecipato al percorso della candidatura gettando le colpe solamente sul comitato di progetto. Oggi tutti a dire che non conoscevano nulla della proposta e che la città non è stata coinvolta. Verissimo, la mancata pubblicazione preventiva del Bid Book la considero un errore marchiano ed uno sgarbo a chi fa cultura in città, ma il coinvolgimento è qualcosa di reciproco, non si può essere coinvolti contro il nostro volere. Io ho partecipato agli incontri di presentazione e tavoli di partecipazione senza che nessuno mi invitasse personalmente, la presenza media era di quindici persone. Probabilmente coloro che oggi si lamentano pubblicamente hanno visto bene di non partecipare, nel privato, a questi incontri.

Oggi scopro che la città è invece espertissima di politiche culturali e di progettazione europea, lo scopro leggendo chi ironizza sulla proposta senese, sulla sconfitta meritata, sugli errori e refusi del Bid Book (ah, non vorrei dirvelo ma c’è scritto che il testo ufficiale è quello in inglese): ma porcamiseria, avevamo questo patrimonio intellettuale e non lo sapevamo. E soprattutto se siete così esperti di progettazione culturale perché non vi siete fatti vedere in questi mesi? Ma vi dirò di più, perché negli ultimi anni avete lasciato che le politiche culturali senesi fossero appaltate a società o cooperative fuori dal controllo pubblico (prima Vernice e poi Opera, non cambia molto, per me). Chiaro che denigrare una città sconfitta è più semplice che fare proposte. Ed anche a questi signori io chiedo l’autocritica, quella di essersene disinteressati fino a venerdì sera.

Io volevo fare un pezzo con cui me la prendevo con gli errori del Comitato di Siena 2019, perché non li ho mai nascosti e li conosco bene, quegli errori. Ma oggi, oramai e purtroppo, sono più deleteri questi grilli parlanti perché impediranno che ogni reale processo di rinnovamento vada avanti, o cominci davvero. Perché vorranno mettere le mani e la loro scialba idea di cultura (localissima, provinciale e rivolta al passato) sul futuro delle politiche culturali cittadine. Per loro è sempre stato il piano A, quello di non vincere. Noi invece speriamo in un piano B (già presente nel Bid Book) che mantenga le politiche culturali saldamente in mano pubblica ma che gestisca le idee del percorso di Siena Capitale influenzando in questo anche la, costituenda, fondazione Santa Maria. Chi ci ha portati al disastro non sono certo i componenti di un comitato di candidatura o i singoli, giovanissimi, responsabili artistici, ma quelle voci e quelle facce che da venerdì son tornati alla luce del sole e che forse avranno un nome presto, quando ricominceremo a parlare dell’assessorato alla Cultura. Prepariamoci, che ad abbeverare i cavalli in Fonte Gaia, non saranno i cosacchi né i materani.

 

Giuseppe Gori Savellini

ps- Sulla sconfitta e su quelli che sono per me gli errori fatti nel percorso durato anni giuro che ne parlerò. Anzi, abbiamo in programma una bella sorpresa.

ps2 –  Ora, quello che sto per dire so che attirerà le ire di tutti ed io stesso me ne vergognerò subito, ma Vedovelli, Valentini, D’Orsi, Carli ed i ragazzi del comitato io almeno li incrocio nei diversi momenti culturali cittadini (pochi) ed anche in provincia (di più), coloro che oggi denigrano credo di non averli mai incrociati se non alle presentazioni dei libri anticasta. Un po’ poco nevvero?

ps3 – costretto da sms, messaggi e occhiatacce ad un altro ps. Questo è un blog non una messa cattolica quindi non c’è bisogno di recitare ogni volta il “credo”, quello che si è detto una volta vale fino a che non si dichiara di aver cambiato idea. Quindi se dico una cosa (mezza cosa, via) in favore dell’amministrazione non vuol dire che improvvisamente sono diventato loro paladino, vuol solo dire che quando ne parlo male non sono un loro avversario, sono una persona che ragiona. Stop. Per tutti gli altri consiglio di rileggere i tanti articoli in cui qui, scrollando un po’ in basso il mouse, abbiamo inchiodato questa amministrazione sulla mancanza totale di politica culturale e sugli errori grossolani fatti. E continueremo (come comunque si evince anche da questo articolo).

 

La foto è di Anna Majuri pubblicata sul profilo facebook di Oblivion Tango

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