meridiana

Idee

Lacrime di coccodrillo (impagliato o fossile)

10 Giu , 2015  

E arriviamo anche qui a parlare dei Fisiocritici, un museo, uno spazio scientifico della città che rischia la “chiusura”. Non possiamo non affrontare il problema, un problema simile ad altri: abbiamo patrimoni culturali e spazi di interesse che però non possono essere fruiti normalmente dalla cittadinanza. Ma ora ditemi in tutta coscenza: chi di voi ha visitato per puro interesse i Fisiocritici? Chi di voi ha portato i propri figli a fare un giro in quelle stanze, in quella sorta di “museo della scienza” che in altre città fa da polo attrattore? Chi ha portato un amico forestiero a visitare i fisiocritici? Suvvia, non fate i maestrini, nessuno di voi, il cinque per cento di voi. Io stesso sia chiaro li conosco perché nella sala della meridiana dei Fisiocritici ci facevo lezione di Semiotica delle Arti e Sociologia, perché ai miei tempi mancavano aule. Vi arriva l’amico del nord che si trattiene a Siena due giorni e lo portate a fare un giro in città, al limite museo civico, al limite al Santa Maria se c’è qualcosa. Poi lo caricate in macchina e lo portate a San Gimignano o a Pienza, dipende. La pinacoteca neppure voi ci siete mai entrati, dei fisiocritici neppure ne avete sentito parlare. Fino ad oggi.

Oggi infatti si parla di una chiusura dello spazio e di attivare visite solo su prenotazione (servizio attivo dal 1 giugno). Qualcuno ha strumentalizzato la cosa dicendo che nell’anno in cui siamo capitale italiana della cultura è una vergogna chiudere un museo scientifico. Nel 2016 sarebbe invece del tutto tollerabile per queste persone, nel 2017 poi sarebbe auspicabile, evidentemente.

In tutta questa diatriba una cosa sfugge ai più: i Fisiocritici sono uno spazio universitario, gestito da un’accademia i cui componenti sono afferenti all’università di Siena con personale amministrativo dell’università di Siena, in soldoni fanno parte del patrimonio dell’Ateneo.

Se forziamo il nostro buongusto ed anche alcune diottrie e consultiamo il sito dell’accademia dei Fisiocritici (o quello del museo dei fisiocritici, o quello del cutvap… insomma come capite un po’ di confusione aleggia) vediamo appunto che lo staff è interamente composto da amministrativi dell’università e quindi ci sarà chiaro che la chiusura di quello spazio non può essere argomento di strumentalizzazione politica sull’operato di chi amministra la città, ma dovremo operare un dibattito intelligente sull’uso delle risorse della nostra università.

Personalmente in questi anni di risanamento (di lavoro in vista di un risanamento certo e solido del nostro Ateneo cittadino) mi stupisco di più se leggo che teniamo un museo aperto con personale universitario per un numero di 6mila visitatori l’anno (comprese le scolaresche) e che quindi l’università ha pagato i propri dipendenti per fare da custodi ad uno spazio per molti giorni vuoto. Non posso stupirmi invece se leggo che in questa operazione volta al risanamento ed all’ottimizzazione delle risorse i Fisiocritici chiudono e riaprono solo su prenotazione (le scuole quindi potranno continuare ad andarci). Fare in modo di portare l’attenzione della città e dell’Ateneo stesso su uno spazio museale che rischia di non essere più disponibile è cosa buona e giusta, è sacrosanto anzi che i responsabili dei Fisiocritici in questi giorni si siano mossi ed abbiamo portato luce sul loro lavoro e sul loro futuro. Ma questo non giustifica la strumentalizzazione politica che se ne è voluta fare. Una soluzione va trovata, ma dovrà trovarla l’Università e ci auguriamo che la soluzione sia valida ed il personale che sarà predisposto (su prenotazione o meno) sia formato adeguatamente.

Una tirata d’orecchi poi la faccio anche io. Il sindaco ha parlato di sinergie da innescare con la Fondazione Mps, seppure in modo vago parla di creare un sistema museale immagino, cosa che già esiste con la Fondazione Musei Senesi alla quale però i musei cittadini ho l’impressione che guardino molto poco, mentre nei musei della provincia c’è maggiore attenzione verso le ottimizzazioni che da questa possono derivare. Insomma se un museo della scienza e della storia naturale universitario è pressoché sconosciuto perché non utilizzare i mezzi che la Fondazione utilizza negli altri musei della provincia? Perché non creare un circolo virtuoso con gli altri musei cittadini o del territorio o proprio con l’orto botanico lì sottostante? L’interrogativo è sempre il solito e questa vicenda ce ne suggerisce altri: perché la città di Siena non valorizza ciò che ha? Perché pur essendo all’interno della Fondazione Musei Senesi ci comportiamo con snobismo rispetto a questa rete museale? E perché infine e soprattutto i nostri musei cittadini (Museo civico in primis) non sono musei accreditati dalla Regione Toscana? Ah, sapete qual è l’unico museo cittadino accreditato dalla Regione? Avete indovinato, il Museo dei Fisiocritici.

Giuseppe Gori Savellini 

ps – Il sistema dell’accreditamento non è qualitativamente nulla di rilevante, la Regione accredita quelle strutture che rispondono ad alcuni criteri certi (nel 2013 poi un bando regionale era aperto solo ai musei accreditati, e in questo caso diventa magari importante esserlo). Fa però sorridere che i musei della provincia siano accreditati in gran parte mentre nel capoluogo neppure quello principale lo sia. E l’unico che lo è, viene chiuso.

La foto, trovata su internet, rappresenta la meridiana (o eliometro) dei Fisiocritici, mio personale ricordo di quegli spazi assieme ad una banda di studenti, nomadi da una parte all’altra della città.

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2 Responses

  1. admin scrive:

    Il sindaco Bruno Valentini sulla pagina facebook dell’autore scrive un commento che riportiamo in quanto utile precisazione per un dibattito serio:
    “Giuseppe, non so dove hai letto (detto senza polemica) che per i Fisiocritici ho accennato a sinergie con Fondazione MPS. Il mio pensiero è «Su questo progetto vogliamo fare la nostra parte: il Comune di Siena è pienamente disponibile ad attivare sinergie con le politiche di turismo didattico e culturale, per costruire con l’Accademia e l’Università degli Studi un futuro autonomo e sostenibile. In particolare siamo interessati ad agevolare le visite degli scolari e degli studenti senesi, contribuendo anche con nostre risorse. Auspichiamo che analoga disponibilità possa registrarsi da parte di altre istituzioni». Concentrando quindi le nostre (poche) risorse sull’incentivazione delle visite da parte degli studenti senesi”.

  2. Giuliano scrive:

    A proposito del rapporto tra università e accademia. Non so se sfugge ai più, ma a te di certo sfugge il fatto che quanto dici che “i Fisiocritici sono uno spazio universitario, gestito da un’accademia i cui componenti sono afferenti all’università di Siena con personale amministrativo dell’università di Siena, in soldoni fanno parte del patrimonio dell’Ateneo” dici una cosa non vera. Prima di scrivere informarsi please.

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