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Eventi, Idee, Siena2019

Memorie romane (targate Siena 2019)

7 Set , 2014  

Credo che questa giornata segnerà uno spartiacque per la città“. È visibilmente soddisfatto, Pier Luigi Sacco, mentre a pomeriggio inoltrato ci rincamminiamo, con gli altri, verso i pullman che da Villa Borghese ci riportano verso Siena. Intorno a noi suona ancora la Bandao, musica forsennata e gioiosa che ha scandito l’intera giornata romana di Siena 2019. Macchia rossa nel mare bianche delle magliette logate magenta. È stata un successo, la giornata, su questo non c’è dubbio.

Sono soddisfatti, comprensibilmente, all’unità operativa della candidatura, da Sacco fino al più giovane ragazzo dello staff. Hanno scattato mille fotografie, le telecamere hanno ripreso ore di girato fin dal mattino, dalla partenza assonnata dal campino di San Prospero a mo’ di gita scolastica: senza dubbio ne verrà fuori un (altro) bel video, come quel sul flash mob musicale realizzato insieme al Cantiere d’Arte di Montepulciano (e, se non lo avete visto, lo trovate qui…).
I dati sui flussi web sono impazziti, Twitter in testa dove la giornata targata #2019SI è andata forte, compreso qualche commento al vetriolo dallo staff di Matera che, evidentemente, non si aspettava tanto chiasso.

Non se lo aspettava nessuno, in realtà. Nemmeno noi che c’eravamo avevamo capito bene cosa sarebbe successo, finché non ci siamo trovati lì in mezzo. E non lo avevano capito, senz’altro, molti di quelli che non sono venuti. Vero, la cosa non è stata promossa mainstream – proprio per garantirsi l’effetto sorpresa che ha funzionato alla grande – ma i grandi aggregatore sociali erano stati coinvolti, associazioni, contrade, volontariato, scuole, proprio per tentare di raccogliere quante più adesioni possibili. Vero, era venerdì, giorno lavorativo, non è che si può pretendere che tutti possano prendere le ferie, ci mancherebbe. Comunque, alla fine siamo partiti in 500 circa. 8 pullman, come una mega gita scolastica, appunto. L’atmosfera era quella, allegra e festante. Magari non servirà a convincere la giuria internazionale – che certo non si fa accalappiare dal chiasso delle percussioni di strada o dal sorriso degli studenti cinesi dell’Università per Stranieri, ma non si fa accalappiare nemmeno dalle chiacchiere sui social network, ci potete scommettere – ma la giornata romana ha segnato il passo.

Ha raccontato che Siena sa stupire e che non sempre serve urlare proclami ai quattro venti; a volte è meglio lavorare in silenzio, magari in sordina, e poi fare vedere quello che si sa fare, facendolo accadere davvero. Ha raccontato che quando ci si crede, le cose si avverano e che se a Siena molti tirano ‘indietro‘ non importa, ci sarà sempre qualcuno che ha voglia di essere coinvolto e che si impegnerà per tirare ‘avanti‘. Ha raccontato che quando decidiamo di fare una cosa, sappiamo farla bene lasciando tutti a bocca aperta e ha raccontato, perfino, che non dobbiamo limitarci a farci dettare dagli altri l’agenda, ma possiamo essere noi a decidere cosa conta: la consegna del bid book al Mibac doveva essere una pura formalità da funzionari, è diventata una festa di città. Bravi.

Poi, che c’entra, non significa mica che Siena abbia vinto. Ma, ne soffrirà qualcuno, non ha nemmeno perso, statene certi. Perché una cosa sono le chiacchiere, una cosa sono i progetti, i piani economici, le partnership europee, i modelli di sviluppo creativo: su quello valuterà la giuria, non sui fantomatici nostradamus dell’#hagiàvintomatera.

“Credo che questa giornata segnerà uno spartiacque per la città” mormora Sacco sorridendo, mentre ci lasciamo alle spalle Villa Borghese e una giornata che resterà di certo unica. Ed ha ragione. Lo spartiacque tra chi c’era (non solo fisicamente) e chi ha declinato l’invito, ma anche tra chi ci vuole credere e chi preferisce, invece, stare sull’albero a cantare e poi magari sperare di dire “io ve l’avevo detto“. La strada è ancora lunga; il 9 ottobre (non settembre, come ha scritto qualche illustre quotidiano…) arriva la giuria internazionale per la visita in città, il 17 (sempre ottobre) il team di Siena 2019 andrà a presentare il dossier a Roma. E sapremo come è andata.
Io ci credo e ci spero.

Giulia Maestrini

ps – Credere nel percorso di candidatura non significa appiattirsi su una unanimità bulgara alla “va tutto bene”; critiche da fare ce ne sono, e non le abbiamo mai risparmiate, così come ci dovrà essere grande attenzione dopo, se e quando andrà come speriamo. Crederci non significa buttare giù tutto come acqua fresca, ma significa essere consapevoli che da questa sfida dipende molto del futuro di Siena. Chi non l’ha capito, forse è bene che inizia rifletterci.

ps2 – Sulla candidatura, sull’approccio della città e soprattutto sulla visita della giuria del 9 ottobre c’è molto da dire. Diciamo che abbiamo un altro post in canna, se avete pazienza qualche giorno.

ps3 – Prima che lo chiediate, ché pare uno degli aspetti più interessanti, ha pagato Siena 2019. I pullman – che Tiemme come partner ha messo a disposizione a prezzo fortemente scontanto – e anche il pranzo a Villa Borghese. Se Siena diventerà Capitale Europea della  cultura potrebbe attirare fino a 100 milioni di euro di investimenti, sempre per fare due conti…

ps4 – A Roma venerdì, in prima fila, anche l’assessore Vedovelli visibilmente contento di esserci (e che, stoicamente, non ha mai abbandonato la giacca e la cravatta, pur vestendo anche la t-shirt ufficiale, senza farsi minimamente scalfire dal caldo romano). E con lui, in ordine sparso, Valentini, Pallai, Ferretti, Mazzini, Ronchi, consiglieri comunali di maggioranza (parecchi) e di opposizione (Bianchini e Corsi). Magari mi è sfuggito qualcuno, probabile. Comunque: pochi, pochissimi esponenti della cultura cittadina, intellettuali o sedicenti tali. Praticamente assenti le Contrade che hanno lasciato sola il priore della Giraffa, Dinelli. Quasi non pervenuta l’università. Neppure la provincia, intesa sia come istituzione che come territorio allargato. Peccato.

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One Response

  1. eravamo li….. fieri di essere nuovi cittadini senese

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