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Idee

Mi si nota di più se vado in Canada

29 Set , 2015  

Ovvero: della fuga canadese

“Se il Papa è andato via, buon viaggio e così sia; non morirem di affanno perché morì il tiranno”. Una vecchia canzone popolare composta durante la Repubblica Romana (e raccontata al cinema dall’immancabile – in fatti risorgimentali – Luigi Magni) ci torna in mente pensando alla fuga dell’assessore Vedovelli in Canada. Quando è partito tutti a dirsi che non ci sarebbe certo mancato e che la sua assenza nessuno l’avrebbe notata. Oggi, lo dico con stupore, sta invece serpeggiando una volontà concreta di farlo tornare, si contano i giorni. Fino a una settimana fa si leggeva: sta fuori due mesi, oggi abbiamo già oltrepassato quel punto in cui si legge: tra poche settimane torna.

Non cambia nulla nella sostanza, ma suona decisamente diverso.

Questo perché? Pare che andandosene abbia lasciato intendere al suo sindaco che quest’ultimo avrebbe potuto approfittare della sua assenza per sostituirlo, rimettendo il mandato nelle mani appunto del sindaco. Pare che in queste settimane si sia cercato anche di sostituirlo ma con poca convinzione e nessuna fortuna. A nessuno adesso fa comodo un rimpasto di Giunta, i sostenitori storici del sindaco Valentini poi mal digerirebbero un assessore che magari ha sostenuto l’avversario di Valentini alle primarie o addirittura che abbia coperto ruoli nelle giunte precedenti Cenni, Ceccuzzi (o addirittura Piccini…).

Dal canto loro, anche questi ultimi si chiedono se sia vantaggioso accettare un assessorato in questo momento senza la certezza di essere riconfermati in un’eventuale (sempre meno eventuale) nuova giunta a base Pd.

Qualcosa può darsi l’abbiano pretesa i socialisti, magari indicando un indipendente (lo dico così, perché nelle ultime nomine i socialisti hanno occupato molte più caselle del numero dei loro consiglieri comunali), poi ci sono i renziani (quelli di Scaramelli), che però hanno poco personale politico in città per pretendere quell’assessorato, qualche nome può darsi che sia anche stato suggerito da questa parte ma a questo punto è successo l’inatteso: tutti a invocare il ritorno di Vedovelli, il salvatore della patria. Il motivo è semplice e si sintetizza con una domanda: ma voi, lo fareste a queste condizioni l’assessore alla Cultura a Siena?

La grande forza di Vedovelli è stata quella di resistere da subito agli attacchi senza nascondere le difficoltà. Difficoltà che oggi sono sotto gli occhi di tutti e che il nuovo assessore si troverebbe a dover gestire. Vedovelli dalla sua oggi ha anche una nuova credibilità nella base degli operatori culturali che gli deriva dai suoi Stati generali della Cultura, in quel momento ha fatto fuori la vecchia nomenclatura autoproclamatasi guida culturale intelligentemente senza sostituirla con una nuova, ma dando spazio al confronto e grazie ai soldi del ministero per Siena2015, dando anche una minima possibilità di ideazione e produzione interna ai “tavoli”. Da qui però si generano aspettative che un nuovo assessore non potrebbe prevedere.

Quindi, con tutte queste premesse voi lo fareste l’assessore alla Cultura? Dovendo ogni giorno litigare con gli uffici che pare vadano avanti incuranti delle idee e delle linee guida dell’assessorato; dovendo gestire il passaggio del Santa Maria della Scala con un direttore factotum; dovendo cercare risorse economiche esterne alla città e possibilmente generarne; dovendo concertare ogni atto o proposta con gli altri assessori che tenacemente tendono ad allargare le loro competenze verso la programmazione culturale (non solo l’assessore Pallai come oramai succede da sempre, ma anche il vicesindaco Mancuso che ha gestito in proprio la “cittadella della cultura” in Fortezza). Dovendo infine gestire le aspettative che si sono create in questi mesi su Santa Maria, partecipazione, spazi. Il nuovo assessore prenderebbe una delega con una scadenza a breve, come il latte fresco. Se le cose vanno bene avrebbe solo due anni davanti per imprimere la propria visione. Ma non tutti sono pronti a scommettere su tempi così “lunghi”. A queste condizioni tutti invocano il ritorno in Patria del professor Vedovelli: torna ‘sta casa aspetta a te.

Giuseppe Gori Savellini

ps- Sui possibili assessori e sui partiti o correnti che si son fatte avanti ho parlato secondo il mio modo di osservare e di collegare le cose, senza notizie specifiche. Ho usato molto il condizionale sulle vicende politiche, un po’ perché nessuno può aver certezza su quello che in queste settimane è successo e poi perché da oggi con le dimissioni del segretario provinciale Guicciardini può darsi succeda una vera rivoluzione nel Pd. Oppure non succederà nulla, come al solito.

ps2 – facciamo anche un nuovo gioco. Oggi sono 25 giorni che ho inviato una mail ai funzionari del servizio cultura del Comune e ad oggi non ho ricevuto risposta. La mia mail conteneva una semplice domanda. Dice, telefona. Poveri illusi… Scommettiamo che l’assessore tornerà prima di ricevere una risposta?

In foto la luna (calante?) su palazzo comunale. Durante il concerto Stazioni Lunari organizzato dall’Università di Siena durante “Bright 2015”. L’unico evento di rilievo che questa estate ha occupato piazza del Campo. 

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