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Arte, Idee, Santa Maria

Pinacoteca in transito

17 Mag , 2014  

Si torna a parlare di Santa Maria della Scala e, stavolta, lo si fa allargando l’orizzonte. E’ stato convocato proprio a Siena, infatti, il prossimo 23 maggio, il tavolo interistituzionale che sarà chiamato a organizzare il trasferimento del patrimonio della Pinacoteca nei locali dell’antico Spedale. A Palazzo Berlinghieri si incontreranno, dunque, i rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte – Comune, Provincia, Regione, Direzione regionale, Soprintendenze, Arcidiocesi (proprietaria di una parte delle opere che fanno capo al Museo diocesano) e, ovviamente Ministero che deve dettare la linea, giacché le opere in Pinacoteca sono di proprietà e quindi di competenza dello Stato.

Si riapre (finalmente!) il percorso avviato ormai quasi quindici anni fa quando, nel 2000, fu firmato un preliminare di convenzione con il Ministero (alla guida c’era Giovanna Melandri) in cui già si parlava del trasferimento della Pinacoteca. [A dirla tutta, a voler essere precisi, correva addirittura l’anno 1982 quando un consiglio comunale – era sindaco Mauro Barni – firmò una relazione in cui si parlava già di progettazione, di collaborazione con lo Stato, di un ‘museo del Santa Maria’ in un’ottica globale che si poneva il problema di ridisegnare un percorso e non solo traslocare la Pinacoteca già allora carente di spazi e bisognosa di una valorizzazione basata sulle nuove tecnologie. Trent’anni, anche le ‘nuove tecnologie’ sono diventate vecchie, oltre a noi].

Adesso, dunque, dopo tanto tempo – e un lungo congelamento dovuto anche alla fase di commissariamento del Comune – si ricomincia a parlare del progetto, da tutti considerato un tassello imprescindibile del ‘nuovo’ Santa Maria.
Bene. Ottima notizia. Con un però. Anzi, con due.
‘Caricare’ di troppe aspettative il trasferimento della Pinacoteca sarebbe sbagliato. E’ un passaggio utile e necessario, non c’è dubbio, ma sarà un percorso lungo, bene tenerlo a mente. Non si tratta di staccare dieci quadri da una parete e appenderli a un’altra. Non si tratta di piantare dieci chiodi in un nuovo muro. Soltanto per la messa a norma dei nuovi spazi, per la climatizzazione degli ambienti, l’illuminazione, lo studio scientifico del percorso e dell’allestimento, per la firma completa di tutti i documenti necessari, per il trasloco vero e proprio ci vorranno – senza essere pessimisti – anni. E questo è il primo ‘però’. Il secondo riguarda – ahimè – le risorse. I soldi. Sarebbe assurdo pensare che il trasferimento della Nuova Pinacoteca possa risolvere le esigenze economiche del Santa Maria: non saranno quei biglietti a tenere aperto lo Spedale. Né tanto meno a finanziare quei restauri di cui il patrimonio (parte del quale lasciato in disparte nei magazzini proprio perché non ci sono i soldi per prendersene cura) ha bisogno.

Ne è consapevole la presidente della Commissione cultura, Rita Petti (che nell’ultimo consiglio comunale ha annunciato la riapertura del tavolo interistituzionale). Così come è consapevole che il percorso verso il nuovo Santa Maria debba uscire dalla dimensione localistica in cui si è annodato, per allargare lo sguardo a una prospettiva nazionale e internazionale. Nello studiare la nuova forma di gestione che dovrà occuparsi del complesso museale bisognerà tenere conto di un master plan economico che miri a drenare le risorse laddove sono disponibili. Anche fuori dall’Europa, se è vero che «il nostro bisogno di innovazione e risorse può sposarsi con il bisogno di cultura dei paesi emergenti», senza necessariamente pensare al Louvre-Dubai (400 milioni sono stati sborsati dalla struttura di Abu Dhabi alla casa madre francese solo per potersi fregiare per trent’anni del nome, ‘Louvre’).

Insomma, Pinacoteca sì, ma non subito e soprattutto non solo. Il percorso è ancora lungo e forse è il momento di ragionarci davvero, chiamando a raccolta le energie migliori. E le professionalità.

 Giulia Maestrini

ps – intanto è slittato alla metà di giugno il consiglio comunale monotematico che dovrà accogliere l’atto di indirizzo sul Santa Maria della Scala cui sta lavorando, da mesi, la Commissione cultura. Ultimo appuntamento, i primi di giugno, con i rettori delle due università, poi il documento. Vi terremo aggiornati.

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