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Arte, Eventi, Idee

Siena chiama Bruxelles

8 Mag , 2014  

C’è un piccolo angolo di Siena proprio nel centro di Bruxelles. Giocando d’anticipo sulla grande mostra che la Commissione Europea (pare) dedicherà al gotico senese durante il semestre di presidenza italiana, un manipolo di coraggiosi e determinati giovani senesi ha varcato i confini della patria natia, per aprire un temporary space e iniziare a piantare radici nel cuore della capitale d’Europa.
Il progetto che ha portato qui la Galleria FuoriCampo parte da lontano, da un’idea importante che ruota intorno alle residenze d’artista [Artiste Domicilié(e)], che per noi profani significa permettere a un artista di risiedere per un periodo in un altro paese – ospitato da un mecenate, spesso collezionista o comunque addetto ai lavori – per immergersi in un’altra cultura, contaminarsi con le altre tendenze, crescere, fare network, imparare, scambiarsi idee e suggestioni e, alla fine, produrre nuovi lavori che possano godere appieno di questa contaminazione. Quello che – per capirsi – anche la candidatura a Siena 2019 ha inserito in uno dei dieci progetti flagship, pensandolo in entrambi i sensi: artisti senesi che vanno, artisti stranieri che arrivano.


Ecco. Serena Fineschi è stata la prima artista che la Galleria FuoriCampo ha ‘spedito’ fuori confine, quassù nella piovosa ma dinamica Bruxelles. E la sua mostra personale – ‘Fortepiano‘ –  che inaugura stasera è il risultato di oltre tre mesi di residenza, tre mesi spesi a conoscere e interagire con questa cultura, con queste dinamiche, con queste suggestioni inevitabilmente diverse. Ma il progetto si è allargato. Così è arrivato il temporary space di FuoriCampo, uno spazio luminoso e centralissimo, all’ombra della chiesa di Santa Caterina e a due passi dalla Borsa e la Grand Place. Un quartiere di gallerie, studi d’artista e di design, negozi di antiquariato e modernariato, caffè letterari, piccole strade alberate dove passeggiare, scoprire, incontrarsi.
Il programma di FuoriCampo a Bruxelles è intenso e battagliero. Si è cominciato con una bipersonale di Marco Andrea Magni e Giovanni Kronenberg (dal 23 aprile al 7 maggio), si continua oggi con Serena Fineschi (fino al 24 maggio), si proseguirà poi con Anna Mostosi, Eugenia Vanni (senese pure lei) e Serena Vestrucci (dal 28 maggio al 12 giugno) e si concluderà, infine, con Angelo Sarleti e Michele Tocca (dal 13 al 26 giugno). Due mesi, nove settimane di lavoro intenso e articolato, otto giovani artisti italiani – già apprezzati sul panorama nazionale e internazionale – che si alternano, scambiandosi una sorta di testimone e mettendosi a confronto con una scena, quella di Bruxelles, quotidianamente alla ricerca e alla scoperta di sperimentazioni, nuove forme d’arte, nuovi equilibri, nuovi linguaggi.

Nella capitale d’Europa dove ogni sera accade qualcosa – e non è un modo di dire, la scena culturale qui fa invidia  per non dire spavento! – inizia ad accendersi la fiamma di un progetto italiano (dal cuore senese) ambizioso e ben costruito.
A dimostrazione che fare cose nuove, inventare percorsi nuovi, andare a ‘sporcarsi le mani’ fuori dalle mura amiche, in un contesto agguerrito e ‘di mercato’, rinunciando alla rete di sicurezza che crea, invece, il contesto familiare si può (e si deve). Certo, serve coraggio. Serve forza di volontà, serve energia. Servono capacità di mettersi in gioco e di rischiare, di giocare molto, di mettersi alla prova, di combattere. E serve, sì, anche un pizzico di follia…altrimenti che arte sarebbe?

Ma attenzione! FuoriCampo e il suo temporary space non sono ‘cervelli in fuga’. Perché loro – così come gli artisti che condividono questa esperienza – vogliono tornare. Anzi, in realtà non se ne sono mai andati. Il cuore batte ancora sotto la Torre del Mangia, all’angolo di Salicotto dove la galleria ha aperto quasi tre anni fa. Perché lo scopo di tutti questi progetti – così come quello di Artiste Domicilié(e) – non è fuggire. È crescere. Scoprire nuovi orizzonti, sperimentare nuove contaminazioni, nuovi modo di fare cultura per poi “riportare tutto a casa”. E farlo germogliare, laddove affondano le radici. Questo significa, allora, essere davvero europei. Imparare (anche) dall’esterno per poi crescere a casa propria, riuscendo ad amalgamare il nuovo bagaglio con il proprio. Dialogare. Questo è il segreto. Più facile a dirsi che a farsi? Dipende. Loro  intanto, lo hanno fatto.

 Giulia Maestrini

ps – prima che lo diciate voi, sì, certo Serena Fineschi, così come Esther Biancotti e Jacopo Figura (Galleria FuoriCampo) sono amici e parte integrante della BombaCarta. Questo articolo non vuole fare promozione a loro che se la fanno benissimo da soli, vuole solo parlare di idee che nascono da Siena e riportano qui esperienze costruttive. D’altronde, le persone ce le scegliamo bene…! E poi proprio questo sta scritto nel nostro manifesto su in alto nel sito: Noi siamo autonomi e privati cittadini, operatori culturali, artisti che hanno deciso di mettersi assieme fattivamente per migliorare, ciascuno nel proprio campo, l’offerta culturale cittadina. Ci muoviamo con un’etica e con la presunzione di avere i mezzi e le conoscenze per capire.

ps2 – questo è l’esempio perfetto di un progetto che ha respiro europeo (leggasi Siena2019). Ed è anche l’esempio che anche a Siena ci sono esperienze, professionalità, idee e percorsi che funzionano. Anche se la città non sempre se ne accorge (o fa finta di non accorgersene…).

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