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Libri

Un futuro da lib(e)ri

17 Feb , 2015  

La media italiana di cittadini che hanno letto, nel corso del 2014, almeno un libro è del 41%. La Toscana supera questa media arrivando al 48% della popolazione. Di più in assoluto si legge a Trieste e di meno a Palermo e nelle isole.

Secondo i dati diffusi dall’Istat nel 2014 oltre 23 milioni 750 mila persone, di 6 anni e più, dichiarano di aver letto almeno un libro, ma rispetto ai dati del 2013 la quota di lettori di libri è scesa (nel 2013 erano il 43%).

Chi è che legge di più in Italia: le donne. Complessivamente il 48% delle donne e solo il 34,5% dei maschi hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno. A quale età si legge di più? Tra gli 11 e i 14 anni legge almeno un libro il 53,3%. Per fortuna ci sono poi i cosiddetti lettori forti, le persone che leggono in media almeno un libro al mese, questi sono il 14,3% del totale, una categoria sostanzialmente stabile nel tempo. La crisi della lettura è da attribuire soprattutto a una diminuzione dei “lettori deboli” (da 11,5 milioni del 2013 a 10,7 del 2014, pari a una variazione annua del -6,8%). Quasi un lettore su due (45%) dichiara di aver letto al massimo tre libri in un anno.

E questa la situazione italiana. A Siena come stiamo? Empiricamente abbiamo curato un mesetto fa una puntata della nostra trasmissione su Siena Tv (la trovate qui) dove abbiamo cercato di interrogarci soprattutto su chi sono i lettori e che tipo di “consumo” fanno del libro, compreso chiederci dove leggono e perché. I senesi sono Federigo Tozzi, ci chiedevamo, che dava un significato profondo all’oggetto libro ed a ciò che raccoglie o sono suo padre, Ghigo del Sasso, che considerava suo figlio uno sciabordito anche a causa di questa sua “occupazione”? Perché leggere è un’occupazione, non è certo una passione.Leggere, significa studiare ed aver voglia di metterci in discussione nelle nostre conoscenze ad ogni pagina. Che si legga un romanzo, un saggio, un’opera divulgativa o di settore.

Ora la lista della spesa: a Siena abbiamo tre librerie di grandi catene nazionali, quattro librerie indipendenti ed un numero discreto di librerie settoriali legate soprattutto ai circuiti universitari. Abbiamo poi una biblioteca comunale che accoglie anche la biblioteca pubblica a scaffale aperto con i suoi “distaccamenti” presso la Coop delle Grondaie e nel carcere di Santo Spirito. Il sistema bibliotecario senese mette poi assieme le biblioteche universitarie e le biblioteche comunali di tutta la provincia. Un insieme quindi di possibilità sostanzialmente infinite di lettura e di approfondimento. Le biblioteche universitarie poi stanno preparando un nuovo sistema di prestito per le loro risorse digitali: libri, riviste, miscellanee su supporti in prestito o degli utenti. La biblioteca pubblica ha in prestito (a scaffale aperto, il che vuol dire che vai lì lo prendi e lo consegni direttamente al bancone per il prestito che dura un mese) circa 179 mila libri, a cui si aggiungono circa 9 mila testi multimediali (cd, dvd, audiolibri) e ben 17mila libri per bambini. Gli utenti iscritti al prestito alla biblioteca degli Intronati sono quasi 20 mila e solo nel 2014 si sono iscritti in 1285. Finito? No, ci sono anche gli iscritti per le postazioni internet che la biblioteca mette a disposizione (perché il sapere si sa passa anche dal web) e sono circa 9500.

Una biblioteca è un luogo fisico fondamentale per creare nuovi lettori o rendere lettori forti quelli che si riconoscono lettori deboli: alfabetizzazione, percorsi di invito alla lettura per piccoli, letture animate, ma anche e soprattutto presentazioni di libri e convegni in modo da creare un calendario piuttosto teso e fitto che permette di riscoprire l’importanza di libri ed autori anche a quei lettori distratti: l’intento è chiaramente quello di creare un circuito virtuoso in città, creare una Siena che legga. Mesi fa si è discusso, probabilmente troppo poco, per l’imminente chiusura degli spazi della biblioteca di Fieravecchia, la biblioteca della ex facoltà di lettere, ospitata in un luogo splendido e carico di storia e di amore per i libri. Perché una biblioteca non è e non deve essere (solo) un luogo dove si raccolgono i libri ma uno spazio dove si accolgono i lettori in ogni momento della giornata. Una biblioteca è un luogo di aggregazione attorno alle parole ed al sapere, ma non solo e non necessariamente un luogo di studio: in biblioteca si va per conoscere e per conoscersi, per socializzare tra di noi e socializzare con i libri e la lettura. A tutte le età.

E ora finita la lista della spesa veniamo al conto. Perché mi direte mica siam messi male in Toscana rispetto al resto d’Italia. Ma io vi dico: siamo una regione con tre università statali, dove da secoli nascono scrittori, intellettuali, pensatori e teorici; la nostra è una città con due atenei, con una storia come la nostra e che dal 1943 ad oggi ha vissuto una sola guerra degna di rilievo, cioè quella della candidatura a Capitale Europea della Cultura che ha lasciato morti e feriti, allora questa città dovrebbe riscoprire il piacere ed il dovere della lettura. Perché se non si legge non avremo mai idee nuove, se non si legge non avremo mai un uso comprensibile della parola, se non si legge non saremo mai in grado di vedere il mondo al di là delle nostre singole vite. Se non si legge come lo immaginiamo il nostro futuro? Perché la lettura dovrebbe stimolare proprio questo: la visione futura personale e di collettività.

 Giuseppe Gori Savellini

 

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One Response

  1. Massimo Sollazzini scrive:

    Libri e biblioteche non sono solo luoghi dove si raccolgono libri e lettori. Sono luoghi di civilità:
    http://tropicodellibro.it/bibliotecari/biblioteca-senzatetto/

    complimenti per la dovizia di dati.

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