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Arte, Eventi, Idee

Bruxelles celebra i fondi oro. E noi, invece?

8 Set , 2014  

Luce europea per i fondi oro senesi: si inaugura questo pomeriggio – ma sarà visibile al pubblico da domani, fino al 18 gennaio 2015 – la grande mostra sul gotico senese allestita al Bozar, museo di arte contemporanea di Bruxelles, Belgio. “Pittura senese. Ars narrandi nel tempo del gotico in Europa” è il titolo di questo grande evento compreso nel calendario di iniziative culturali che celebra il semestre di presidenza italiana al consiglio dell’Unione Europea. Non una cosa che capita tutti i giorni, diventare vetrina del Paese nel centro del continente politico e – probabilmente – oggi anche culturale.

Già, perché Bruxelles gode di grande stima, di questi tempi. Lontana dall’essere considerata – come accadeva una volta – luogo da burocrati in completo grigio, funzionari senz’anima e senza sensibilità, oggi molti degli addetti ai lavori la considerano la nuova Berlino. Meno cara di Londra, meno snob di Parigi, è ancora una città a misura d’uomo (un milione di abitanti, sobborghi compresi) in cui il solo ‘carrozzone’ europeo impiega oltre 40mila persone, quasi una città come Siena, con una capacità di spesa che vi lascio immaginare. È qui che sono arrivati, a frotte, artisti da tutta Europa: musicisti, performer, ballerini, artisti visivi e concettuali, attori, ma anche designer, architetti e ancora galleristi, collezionisti, registi. Perché a Bruxelles la cultura si respira davvero per strada, merito di una politica lungimirante e di un costo della vita ancora abbordabile. “E forte della più grande possibilità che sa offrirti: quella di sbagliare e poter ricominciare” mi raccontava tempo fa un collezionista francese fuggito da Parigi, “troppo rigida e spietata”.

Mica poco. Insomma, un questo cuore dell’Europa politica e culturale da domani faranno la fila per vedere i fondi oro del gotico senese. Faranno la fila, non per dire, perché lassù a queste cose ci tengono e le mostre fanno registrare sempre numeri da capogiro. A rappresentare la città al vernice di stasera, insieme al soprintendente Mario Scalini ovviamente, ci saranno il sindaco Bruno Valentini e l’assessore alla cultura, Massimo Vedovelli: pattuglia ridotta al minimo sindacale per non porgere il fianco alle critiche in tempo di spending review (ma, mi si permetta la battuta, magari stavolta valeva la pena più di altre…). E ci sarà, altrettanto ovviamente, Pier Luigi Sacco anche se in nessun modo Bruxelles vuole che si legga questo evento come un endorsment della UE alla candidatura di Siena a capitale europea della cultura 2019.

Eppure l’occasione è magnificente. Così come lo è la presentazione ufficiale della mostra, direttamente dal sito del museo: “Bozar rende omaggio a Siena e alla sua magnifica tradizione pittorica, in collaborazione con la prestigiosa Pinacoteca di Siena e il Museo delle Belle Arti di Rouen. Gli artisti senesi hanno seguito uno sviluppo del tutto singolare: dall’iconografia tardo bizantina alle opere narrative maggiormente convenzionali. La mostra presenta 60 capolavori che riflettono un’arte rivoluzionaria che, tra il XIII e il XV secolo, ha rinnovato l’ uso del paesaggio sullo sfondo attraverso l’introduzione della prospettiva, facendo ricorso ad una gamma di nuovi e brillanti colori, ed ha esplorato le emozioni dell’animo umano. La scuola senese ha affascinato anche altri centri artistici d’Italia e, infine, ha impresso il suo marchio in tutta Europa. Un’opportunità unica per ammirare questi capolavori a Bruxelles“.

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Eccovi serviti. Una scuola unica che ha affascinato l’Europa tanto da imprimervi il proprio marchio e che oggi stenta a vedere la luce (veramente, non in metafora, i problemi coi faretti fulminati ce li raccontano le cronache) e che ‘stacca’ in Pinacoteca 25mila biglietti l’anno. Meno del museo di Gucci a Firenze (sì, lo so, sono fissata con questo paragone ma mi pare incredibile…).

In ogni caso. Da domani gli europei faranno la fila per ammirare il gotico senese e qui da noi già in molti ipotizzano e rilanciano idee di marketing territoriale, tipo trovare il modo di attirare questi visitatori assetati di fondi oro e catapultarli, armi e bagagli, nella culla del Trecento fatto strade e palazzi. Ottima idea. Magari cambiamo i faretti in Pinacoteca e facciamo sì che la carenza dei guardiani non li costringa a tenere aperti i piani alternandoli, uno alla volta. E nel frattempo pensiamo come la stiamo sfruttando noi, questa ricchezza ineguagliabile che ci troviamo tra le mani e che tutto il mondo ci invidia.
Così, forse, ci viene qualche altra idea.

Giulia Maestrini 

ps – Quando a maggio ero a Bruxelles e il Bozart già faceva girare sugli schermi il lancio di questa mostra (testimone, la foto) mi promisi che non avrei perso l’inaugurazione per niente al mondo. Invece, è andata male. Ma la Bomba Carta vi promette, a breve, un reportage dettagliato. Fidatevi.

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