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Eventi, Teatro

Stare in “Ombra”, per scelta

18 Giu , 2014  

Stare per diciotto anni dalla parte dell’”ombra” non è cosa da poco, riuscire a ripetere ogni anno con l’inizio dell’estate un’esperienza culturale ed artistica come quella del Festival Internazionale delle Ombre di Staggia Senese è un segnale di determinazione non comune, ma soprattutto significa avere alle spalle un processo artistico e una proposta culturale non scontata, mossa da bisogni positivi. In un’epoca in cui i peggiori si autodefiniscono artisti, io non posso che stare dalla parte di quegli operatori che ogni anno esaltano l’ombra, il teatro di ombre certo, ma anche la necessità di essere schivi, lontani, fuori dai riflettori sapendo di proporre una cultura che può essere definitiva “di nicchia” ma che potenzialmente parla a tutti. Il teatro (ed il festival di Staggia), sa che per non essere nicchia basterebbe essere davvero curiosi, ascoltare un po’ di più e parlare un po’ di meno.

Chi non conosce questo festival (prima di correre ai ripari questo fine settimana) deve mettersi in testa pochi concetti: diciotto anni sono un traguardo enorme per una rassegna di qual si voglia natura, per un festival di Teatro d’Ombra sono impensabili. Gli spettacoli sono ospitati nel “cortile” della Rocca di Staggia Senese (nel comune di Poggibonsi, provincia di Siena), un posto stupendo e poco conosciuto – immaginate uno spazio verde sotto una torre medievale rotonda, tra le mura e le piante di lavanda. Il festival apre l’estate ma portatevi un golfino perché puntualmente si finisce a parlare del tempo e di quanto faccia freddo e umido. Ma soprattutto ficchiamoci in testa che in ventotto anni su questo palco sono passati i migliori artisti di un teatro che difficilmente passa da queste latitudini ed il merito è di un gruppo di persone che sa fare programmazione culturale. Sono tanti gli eventi estivi in Toscana ed in provincia di Siena, spesso anche di grande qualità, sembra infatti che si riversi in pochi mesi una programmazione che latita per il resto dell’anno, ma la mia opinione, da un po’ di anni a questa parte, è che il Festival delle Ombre sia l’offerta culturale migliore, che purtroppo si brucia in pochi giorni ma che a chi ama il teatro, la parola, il gesto e soprattutto a chi ama farsi stimolare da uno spettacolo, lascia una carica che di anno in anno si rinnova.

Immagino le difficoltà economiche ed organizzative ma riportare anche nel 2014 i Muta Imago o Zaches Teatro ripaga da tanta fatica. Io mi ricordo di aver visto qua i Do Theatre, Saverio La Ruina, una “Classe morta” di Kantor da brividi, il Buratto, Patricia Zanco ed un Amleto della compagnia del Carretto e, negli anni, tanti altri nomi e spettacoli davvero indimenticabili. Anche quest’anno la sfida è lanciata, sarebbe un peccatto non raccoglierla, giacché in questa provincia gli eventi estivi fioccano ma la proposta culturale delle Ombre è impareggiabile e sarà il pubblico a fare la differenza. Saremo noi, noi che vogliamo sostenere un’offerta non assuefatta ai gusti imposti da altri, un’offerta che ogni anno stupisce un pubblico che ha solo voglia di migliorarsi, di farsi sorprendere, di conoscere qualcosa di se stesso.

Questo il programma (e qui i dettagli): giovedì 19 giugno alle 21.45 “Pictures from Gihan”, Compagnia Muta Imago (Roma); venerdì 20 giugno “Pinocchio”, Compagnia Zaches Teatro (Firenze) e sabato 21 giugno “Il mio papà è Ulisse” della Compagnia Teatro del Buratto (Milano).

Giuseppe Gori Savellini

ps- chiaramente il Cral della Bomba Carta organizza la gita sociale.  Sono aperte le iscrizioni!

 

La foto, relativa all’edizione 2011 del festival delle Ombre, è di Anna Majuri

 

 

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