Eventi, Libri, Siena2019

Vogliamo anche lo zucchero! (oltre alla carta)

11 Ott , 2014  

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Mettiamoci alla prova: stando al vecchio gioco del suddividere le persone in base alla loro predisposizione nel vedere un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, mi sto interrogando se in questi giorni a Siena ha chiuso una storica libreria oppure ha aperto una nuova esperienza imprenditoriale e culturale. Sì perché non di sola Siena 2019 vive la città in queste ore, inaugurerà infatti il 18 ottobre la libreria caffetteria Cartazucchero, che sorge dopo l’esperienza della libreria Ancilli che ha chiuso definitivamente i battenti da un mese circa. Le sorelle Belli (Maddalena ed Elisabetta), con Claudio (il Parri che vestirà inediti panni di vivandiere), hanno scelto un giorno non casuale per cominciare la loro avventura, quello successivo al verdetto su chi sarà capitale europea della cultura nel 2019. Hanno voluto – immagino io – stare fuori dalle voci, dalla bagarre, dalle magliette colorate, dalle manate magenta e calzettoni per colonne fatte “dalle nostre donne di contrada” (op. cit.). More…

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Idee, Siena2019

I naufraghi e l’approdo laico di Siena 2019

23 Set , 2014  

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Immaginiamo una piazza con un sagrato di marmo, un portale chiuso, musica che fa ghiacciare il sangue ed una ballerina con occhi enormi che cerca di salvarsi dalla spuma di un naufragio, che si dibatte appesa ad un pennone (immaginario) che invoca ed è invocata come salvezza a cui donare l’anima. Immaginiamo poi due metri più in là l’ingresso di un museo, un luogo quindi che avrebbe soltanto da guadagnare dalla cultura diffusa, che sbatte le porte chiedendo per quanto tempo durerà “il chiasso”. Il più a lungo possibile, ci sarebbe da sperare.

Già, e qui veniamo a parlare del tema di queste ultime settimane, Siena Capitale della Cultura. Il chiasso che abbiamo visto sabato per un evento come il festival Ballo Pubblico ci sarà da sopportarlo per anni, almeno fino al 2020 se le cose andranno bene. Se invece andranno male io ho già il mio capro espiatorio inconsapevole: il bigliettaio del Battistero ed i tanti come lui che si oppongono in modo fermo ad ogni cambiamento nella programmazione culturale della città.

Essere capitale non significa magnificare il nostro passato e cristallizzare ciò che abbiamo, significa tutto il contrario: abbiamo il dovere di rimettere in discussione tutto ed essere guida nel settore della cultura. More…

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Danza, Eventi

Il corpo urbano e il ballo pubblico

19 Set , 2014  

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La città come luogo in cui le esperienze artistiche si confrontano tra di loro e soprattutto con il contesto circostante. Questo è l’assioma che ogni volta utilizziamo, noi della Bombacarta, per parlare di “spazi pubblici”, di riuso e riappropriazione. E non potevamo farci scappare l’esperienza di Ballo Pubblico, che Francesca Lettieri (sì, fa parte del nostro gruppo e allora? Come abbiamo detto: ci siamo messi assieme perché ci stimiamo e ci fidiamo gli uni degli altri) propone oramai da cinque anni.

Ballo Pubblico fa parte delle reti internazionali di danza urbana, è un festival riconosciuto e conosciuto che finalmente arriva anche a Siena. Non lascia Poggibonsi, dove è nato, ma raddoppia e domani, sabato 20 settembre, invaderà le piazze della città con spettacoli e performance More…

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Arte, Eventi, Idee

Bruxelles celebra i fondi oro. E noi, invece?

8 Set , 2014  

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Luce europea per i fondi oro senesi: si inaugura questo pomeriggio – ma sarà visibile al pubblico da domani, fino al 18 gennaio 2015 – la grande mostra sul gotico senese allestita al Bozar, museo di arte contemporanea di Bruxelles, Belgio. “Pittura senese. Ars narrandi nel tempo del gotico in Europa” è il titolo di questo grande evento compreso nel calendario di iniziative culturali che celebra il semestre di presidenza italiana al consiglio dell’Unione Europea. Non una cosa che capita tutti i giorni, diventare vetrina del Paese nel centro del continente politico e – probabilmente – oggi anche culturale.

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Eventi, Idee, Siena2019

Memorie romane (targate Siena 2019)

7 Set , 2014  

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Credo che questa giornata segnerà uno spartiacque per la città“. È visibilmente soddisfatto, Pier Luigi Sacco, mentre a pomeriggio inoltrato ci rincamminiamo, con gli altri, verso i pullman che da Villa Borghese ci riportano verso Siena. Intorno a noi suona ancora la Bandao, musica forsennata e gioiosa che ha scandito l’intera giornata romana di Siena 2019. Macchia rossa nel mare bianche delle magliette logate magenta. È stata un successo, la giornata, su questo non c’è dubbio.
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Idee, Siena2019

ORFANELLI DI UN ASSESSORE, VEDOVELLI DI UN’IDEA

29 Ago , 2014  

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Constatazioni e consigli non richiesti all’assessore presente e futuro

“Non pensare ad un elefante rosa, non pensare ad un elefante rosa, non pensare ad un elefante rosa”. Ecco, ed io che mai avrei pensato ad un elefante rosa (perverso sì, ma non così) finisco per pensarci. Vecchia storia questa dell’elefante (teorizzata da George Lakoff in un libro omonimo, pane quotidiano di “noi comunicatori”) che in questi giorni mi è tornata utile per spiegare il mio processo di comprensione della presenza/assenza di un assessore alla Cultura del Comune di Siena. “Non parleremo di Vedovelli, non parleremo di Vedovelli, non parleremo di Vedovelli” ci siamo detti per settimane, perché volevamo che la questione divenisse più chiara, che l’assessore stesso smentisse le voci di dimissioni e che la sua presenza, da sola, facesse pulito delle nubi che in tanti vedevano addensarsi sul suo nome.

Siena, è vero, sta vivendo un momento delicato perché tra pochi giorni sarà consegnato il dossier di candidatura per la Capitale 2019 dopo di che aspetteremo la visita della giuria internazionale, prevista per i primi di ottobre. In questo contesto (nel quale si inserisce anche l’inaugurazione della mostra a Bruxelles sul gotico senese) la sostituzione in corsa di un assessore alla Cultura, per motivi politici, sarebbe forse problematica, su di lui ricadrebbero nel bene e nel male scelte esterne alla città e responsabilità pesanti. Quindi, forse, in attesa di quella data di metà ottobre il professor Vedovelli ha deciso di rimanere l’assessore Vedovelli. More…

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Eventi

PROVINCIA CRONICA

18 Ago , 2014  

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“Se giri fissandoti la coda, inutile offrirti orizzonti”

 

Un’estate da “canguasti”, si scherzava recentemente sul fatto che in questa strana estate fosse bastato uscire un po’ dalle mura di Siena per incontrare un’offerta culturale degna di questo nome. Magari siam di bocca buona e sappiamo anche accontentarci, ma provateci voi a stare in una città dove l’unico evento estivo sia stato il Pic Nic Summer Festival. Probabilmente (Spoiler: si scherza) è stata una strategia, io ce li vedo “coloro che tengono i fili” sghignazzare dicendo: toglietegli tutto, ogni minima progettualità e proposta nuova e vedrete come riempiranno i concerti degli allievi della Chigiana o i concerti (belli davvero) del Siena Jazz. Vedrete se smetteranno di far polemica su Siena Stars (ricordiamoci che è costato al comune 10 mila euro più Iva, più uso di spazi comunali e suolo pubblico gratis, oltre ad un fastidioso sgombero pedonale della piazza del Duomo alle 19 di ogni sera), vedrete che pienone al cinema in Fortezza, vedrete se sarà un successo anche la Festa dell’Unità (non tutte le ciambelle pare riescano col buco…).

E tutto questo è vero, ma la cosa ci ha permesso anche di guardare fuori dalla Città della Vergine. Facciamo degli esempi, i più vicini: il Cantiere d’arte a Montepulciano ed il Festival Orizzonti di Chiusi. More…

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Idee, Santa Maria, Siena2019

Ripartire dalla delusione

18 Lug , 2014  

cipressi

Stereotipo. Tutti noi abbiamo delle caselle mentali in cui archiviare ciò che non conosciamo bene, una visione di qualcosa o qualcuno che fino a che non diventa diretta è rappresentata con uno stereotipo. E fino a qua niente di male perché se davvero siamo persone curiose o se davvero siamo interessati a quel qualcosa o qualcuno vogliamo andare oltre lo stereotipo e conoscerla più a fondo. E qui iniziano i guai. Perché spesso lo stereotipo è rassicurante e la realtà la consideriamo un tradimento dell’idea che avevamo, non ci piace e ricerchiamo anche in questa le tracce dell’immagine stereotipata che avevamo prima. E le troviamo. E non evolviamo, e non andiamo oltre. Ma siamo felici, o almeno sereni, abbiamo trovato quello che cercavamo rimuovendo la realtà.

In termini turistici è ciò che facciamo ogni volta che viaggiamo: scegliamo una meta in base all’idea che ne abbiamo, leggiamo e ci informiamo su ciò che troveremo e quando siamo lì cerchiamo ciò che già, teoricamente, conosciamo. Abbiamo paura di farci stupire, abbiamo paura di essere delusi. Ecco, è la delusione lo strumento unico che abbiamo per ribaltare gli stereotipi. More…

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Idee, Reportage

Riflessioni a fine anno (scolastico)

1 Lug , 2014  

Monnagnese

 …e una storia che non conclude

L’ora degli scrutini. I passi nella scuola suonano strani se non si incrociano ragazzi (“Vado in bagno”, “Ha da spicciarmi cinque euro per le macchinette?”, “C’è il prof tal dei tali?” “Mi aiuta con le fotocopie?” “C’è un dizionario di…?” “Come sta, prof?”…).

L’ora degli scrutini e l’ora delle riflessioni. Che si fanno guardando una crepa nel muro, affacciandosi ad ammirare il rincorrersi di tetti, di case, giù giù fino alla campagna, e nel mezzo la Torre e la piazza, ma pure dietro la finestra che dà nella corte interna senza osare aprirla anche se è caldo perché lì è una foresta amazzonica di piante non ben specificate, sconosciute, con grosse foglie ad ombrello che crescono ogni anno con noi, puntuali come le rughe sulla faccia.

L’ora in cui tiri e allarghi e provi a valutare e valutarti: cosa è stato fatto di buono? E a parte gli esami a settembre, a parte i “Questo ragazzo premiamolo perché ha fatto tutto quello che poteva” e il conto dei crediti e la maturità che si avvicina (tutto detto e fatto con la mano sul cuore, pensandoci e ripensandoci), a parte tutto ciò, quest’anno viene voglia di farne un altro di bilancio. More…

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Arte, Eventi, Idee, Siena2019

Il futurista non futuribile

27 Giu , 2014  

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Abbiamo visto di peggio”. E su questo non c’è dubbio. Il Drappellone dipinto da Rosalba Parrini per il Palio del 2 luglio – presentato l’altro ieri nel Cortile del Podestà, con una cerimonia poco affollata e a tratti sbrigativa, ché giocava la Mens Sana e c’era da andare al palazzetto – non ha entusiasmato, né fatto gridare allo scandalo. Commenti divisi, come accade ogni santa volta (per fortuna non siamo tutti uguali!), ritmati dall’inevitabile “io lo prenderei anche bianco”. Tant’è.

Ai senesi piace perché è un Palio di pancia – colori accesi, della passione, regge bene il primo impatto visivo – e perché ci sono i cavalli (e coi cavalli, si sa, qui si casca sempre in piedi) e perche la Madonna è classica, tradizionale, e le bandiere delle contrade pure, e c’è la Piazza del Campo. Insomma, non rischia niente; è come il nero, sta bene con tutto. Un po’ cubista, un po’ futurista, un po’ d’avanguardia russa, quella dedica ai partigiani che si trasformano in stelle d’oro. Non è mica brutto, nel senso letterale del termine. Non è brutto.

Ma, soprattutto, “abbiamo visto di peggio”.

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