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Eventi, Libri, Siena2019

Vogliamo anche lo zucchero! (oltre alla carta)

11 Ott , 2014  

Mettiamoci alla prova: stando al vecchio gioco del suddividere le persone in base alla loro predisposizione nel vedere un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, mi sto interrogando se in questi giorni a Siena ha chiuso una storica libreria oppure ha aperto una nuova esperienza imprenditoriale e culturale. Sì perché non di sola Siena 2019 vive la città in queste ore, inaugurerà infatti il 18 ottobre la libreria caffetteria Cartazucchero, che sorge dopo l’esperienza della libreria Ancilli che ha chiuso definitivamente i battenti da un mese circa. Le sorelle Belli (Maddalena ed Elisabetta), con Claudio (il Parri che vestirà inediti panni di vivandiere), hanno scelto un giorno non casuale per cominciare la loro avventura, quello successivo al verdetto su chi sarà capitale europea della cultura nel 2019. Hanno voluto – immagino io – stare fuori dalle voci, dalla bagarre, dalle magliette colorate, dalle manate magenta e calzettoni per colonne fatte “dalle nostre donne di contrada” (op. cit.). Vengono da anni di attività culturale di strada, quotidiana, vengono forse da una sconfitta personale ed imprenditoriale che vuole però diventare altro e se Siena risorge dalle proprie ceneri (come dice un bel video del comitato di candidatura) anche loro ed il gusto della lettura vogliono risorgere con una libreria nuova.

Si parla tanto – e legittimamente – di spazi culturali, ecco questo è uno. Un luogo dove il piacere della lettura si mischia a quello dell’aggregazione, uno spazio dove oltre ad acquistare un libro si potranno conoscere idee, discipline e spettacoli nuovi. Per quel che mi riguarda sto vivendo questa settimana in attesa del verdetto con ansia, ma che si vinca o che si perda ci sarà sempre più bisogno di spazi come questo e soprattutto di persone che si mettano in gioco personalmente ed imprenditorialmente. Perché se è vero che l’arte e la cultura hanno bisogno di professionismo e professionalità, una libreria ed uno spazio di aggregazione sono la forma più estrema di cultura perché rappresentano il fondamentale passaggio della formazione. Alzi la mano chi non percepisce una libreria come un luogo laicamente sacro, fatevi avanti voi che non riuscite ad alimentare la vostra curiosità ad ogni pagina di un libro. Ogni parola letta, ogni storia raccontata ed analizzata sulla carta sono per noi un mondo nuovo che si apre ogni volta e che ci reclama ancora altre letture, altri libri, altri luoghi dove andare, altri nomi da conoscere e persone con cui confrontarsi. Una libreria e la nuova libreria delle sorelle Belli sono lì per questo. Non sarà una capitale della cultura ma una succursale da cui accedere a ciò che può in parte rispondere alla nostra curiosità.

Poi, per me, questa libreria che si apre è un po’ un filo che si sbroglia, è come ritrovarne il capo per riprendere a dipanarlo. Frequento la libreria Ancilli, ci capito alla ricerca di titoli per lo più impossibili ed è bella la clientela che in questi anni di lì è passata come sarà bello da ora in poi vedere nuove facce, nuovi clienti, nuove esperienze attratte da ciò che di nuovo e di usato assieme riusciranno ad offrirci. Ma questo filo mi è rimasto ingarbugliato per più di un anno, da quando ha chiuso la libreria La Zona, dove in parte noi della Bomba Carta ci siamo conosciuti e formati, ecco da allora questa è la prima buona notizia per chiunque ami i libri, la lettura, la carta. E se la carta da sola non basta per pagare un affitto ben venga anche lo zucchero (e tutto ciò che allo zucchero si può abbinare).

Giuseppe Gori Savellini

ps- ecco, alla libreria Ancilli c’ho trovato una prima edizione italiana del “Ponte sulla Drina” che conservo come fosse d’oro (anche se non avevano una sezione “letteratura balcanica” finiva tutto nella “russa”, errore blu da non ripetere nei nuovi spazi!). Anche solo per questo devo molto a loro e da ora in poi a Cartazucchero.

 

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